Sabato 9 marzo, accompagnati dalla Dott.ssa Daniela Fiorentino, abbiamo visitato la mostra di Escher.

Olandese di nascita e italiano d’adozione, Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898 – Hilversum, 1972) è noto al grande pubblico per le sue incisioni dal carattere illusionistico. Geometrie e costruzioni impossibili creano porzioni di mondi immaginifici che attraggono addetti ai lavori e curiosi, rimanendo impigliati nella fitta rete di dettagli e di contrasti.

Oggi, a cento anni dal suo arrivo nella Capitale, Palazzo Bonaparte gli dedica un’antologica curata da Federico Giudiceandrea e Mark Veldhuysen, riunendo circa 300 opere, tra cui spiccano l’iconica Mano con sfera riflettente, il Vincolo d’unione, la Metamorfosi II, il Giorno e notte e la serie degli Emblemata. Oltre ai grandi capolavori degli anni Trenta e Cinquanta, la mostra ospita altrettanti lavori inediti suddivisi in otto sezioni espositive, approfondendo le tappe fondamentali della carriera di Escher.