Una dichiarazione d’amore per la democrazia e le sue istituzioni, quella professata da Giuliano Amato – uno dei massimi giuristi e politici italiani della prima e seconda Repubblica, già Presidente della Corte Costituzionale, del Consiglio del Ministri, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato – durante l’incontro organizzato dal Rotary Club Roma Nord Est con la collaborazione degli altri Club Roma Leonardo Da Vinci, Roma Ovest e Roma Sud Est. Il Pres. Amato ha ripercorso le tappe di sviluppo della Corte Costituzionale, istituzione di garanzia con un potere enorme, quello di “poter cancellare le leggi” perché in contrasto con la legge fondamentale dello Stato. Ha parlato del fondamentale valore della partecipazione politica dei cittadini, dei rischi dell’astensionismo, ma anche di quelli derivanti da una concezione che non rispetta le minoranze del Paese di fronte al poter del consenso della maggioranza. La giornalista Donatella Stasio, che ha seguito la comunicazione della Corte quando Amato era Presidente, e non solo, ha analizzato con lui la complessa apertura di questa istituzione, abituata a “parlare” solo con le sentenze, ai cittadini, con canali di comunicazione diretti e dedicati.

Roberto Mostarda, Presidente del Club organizzatore, anche lui giornalista di lungo corso, ha approfittato per condurre il dibattito con i due ospiti; un dialogo che ha spaziato dai temi “caldi” di questi giorni, come la sentenza sulla legge sull’autonomia differenziata, alla politica adottata in Polonia dai gemelli Kaczyński per ridurre il potere della Corte Costituzionale, fino alle strategie per ridurre il possibile protagonismo del singolo giudice in caso di pubblicazione delle cosiddette “dissenting opinion”. Una lectio magistralis, quella del Presidente Amato, che varrebbe la pena ascoltare più spesso.