Il ruolo dei servizi di intelligence a supporto dello Stato democratico e a difesa degli interessi nazionali di un Paese, questo il tema affrontato dal Prof. Dott. Vittorio Stelo, già Presidente di Sezione del Consiglio di Stato e Direttore del SISDE, nella conviviale interclub organizzata dal Rotary Club Roma Nord Est con i Rotary Club Roma Sud Est e Roma Leonardo Da Vinci. Stelo, chiamato a dirigere il Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica (ex SISDE, oggi AISI) dal 1996 al 2001, proprio dopo il cosiddetto “scandalo dei fondi neri”, ha ripercorso il ruolo dei servizi segreti in un momento di grandi cambiamenti tecnologici e geopolitici che vedono l’Italia coinvolta su molteplici fronti, tra cui quello mediorientale e russo-ucraino. Una storia che parte da lontano e arriva fino a questi giorni, come dimostrano le polemiche recenti per le dimissioni dell’ex capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) Elisabetta Belloni, o il caso della giornalista Cecilia Sala, sequestrata in Iran e appena liberata dopo una complessa trattativa. Il Prof. Stelo ha trattato questi temi con grande cautela, ma senza remore, al fine di sottolineare la centralità di un’intelligence “intelligente”, che opera al servizio di tutti noi. Su questo punto ha rimarcato la necessità di difendere il rapporto di fiducia per questo organo dello Stato che non può operare “in trasparenza” ovvero alla luce del sole, proprio perché segreto, ma che è in grado di individuare e contribuire ad eliminare eventuali mele marce, che – ha ribadito non rappresentano il sistema e non possono essere confuse con esso. Nel dialogo con gli amici rotariani e con il Presidente del Club Roma Nord Est, Roberto Mostarda, l’ex direttore del SISDE, ha lanciato un allarme e invitato a riflettere sul livello di violenza che sta caratterizzando oggi la società italiana, una violenza diversa e potenzialmente più pericolosa di quella degli anni di piombo, perché parte dal basso, dalla società, dalle famiglie stesse con genitori spesso assenti o disattenti ed una scuola in grande difficoltà, cioè quelli che una volta erano i pilastri del vivere civile.





