Grazie all’organizzazione di Maurizio Infantino e sotto la guida di Agata Basile domenica 30 novembre il Club è andato in visita a Canino (VT). Posizionato a 230 metri sul livello del mare, il suo territorio digrada verso mare di Pescia romana e Argentario mentre la costa internamente è bagnata dalle acque del fiume Fiora, dal torrente Timone come anche dalle Terme di Vulci. L’ipotesi più accreditata, lega il nome del comune, alla Gens Caninia, importante famiglia dell’antica Vulci. Fatto sta che lo stemma cittadino raffigura proprio un cane.  Canino è conosciuta anche per la bontà dell’Olio extravergine apprezzato in tutto il mondo e dove è presente uno degli olifici più grandi d’Europa gestito da 1200 agricoltori. Canino va anche ricordata perché diede i natali ad Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (il pontefice che commissionò il Giudizio Universale a Michelangelo nel 1534 e che diede avvio al Concilio di Trento nel 1545) ma vissero qui tutti i Farnese che in molti luoghi, inclusa Roma, costruirono palazzo Farnese riqualificandola dopo i barbari attacchi dei lanzichenetti finanche Parma e Piacenza dove costituirono il Ducato. Il feudo fu sempre luogo di conflitti dai tempi dei romani fino al risorgimento durante lo stato pontificio essendo fra l’altro zona di dogana ripresa, fra l’altro, dal Film “Non ci resta che piangere”. Il feudo, espresso come Principato,  nel 1808 fu venduto da papa Pio VII Chiaramonti a Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone.

La visita guidata è iniziata al Castello di Vulci per proseguire al Centro Oracolare etrusco della Cuccumella, pranzo presso il Cantinone Storico Tenaglia e subito dopo passeggiata nel paese con visita all’olificio sociale di Canino.